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La devozione e l'ammirazione di San Pompilio
verso la Vergine Maria, Madre di Dio e nostra
di Padre Serafino Perlangeli aSP
Grande ed eccellente è la devozione e l’ammirazione di S. Pompilio verso la Madre di Dio, espresse con tenere, pie, supplici e salutari riflessioni, e con entusiasmo di sublimi sentimenti, nel mirabile serto del P. Michelangelo M. Monti:  “Mese sacro al Cuore SS. di Maria” (1888), pp. 7-9.
Promuovendo un dialogo intimo dell’anima devota con la Vergine Maria, alla cui potente, misericordiosa e materna protezione affida tutta se stessa, così esordisce:
Prostrata alla presenza della gran Madre di Dio, dì risolutamente, dì, o anima mia: Sono tua, o Vergine Immacolata, sono tua, salvami. Ah! Sì, o bella Maria, io voglio essere tutto vostro; tutto vostro io voglio essere negli anni che mi restano di mia vita mortale, per essere tutto vostro nella felice Eternità. E però, continua, vi ripeto con le parole stesse di S. Bonaventura: Io, Signora voglio affidarmi alla tua protezione affinché mi regga e governi pienamente. Io affido nelle vostre mani l’anima mia, e Voi, Voi deh! Degnatevi di custodirla.
La propria indegnità fa temere un rifiuto, ma si appella e si affida fiduciosa ad un atto di misericordia:
Ma che, forse, volete Voi rigettare l’anima mia, per essersi così bassamente insozzata in tante e tante  colpe? Ma…e non siete Voi che diceste a S. Brigida: Nessuno è tanto maledetto, che finché vive sia privato della mia misericordia? Or, se è così, lasciate, questa mattina, che io mi rivolga a Voi, che siete la Divina Pastorella, che guidate le anime ai pascoli fioriti della grazia: e Voi deh! Apritemi le porte della Vigna di Gesù; conducetemi Voi stessa ai piedi dell’Albero dell’Amore  di Gesù, affinché io ne ammiri la bellezza e la sublimità, e ne pregusti i frutti. Voi che siete la Madre della  speranza e del bell’Amore, seminate, seminate presto nel mio cuore i fecondi semi della speranza e dell’Amore; sicché io, col crescere in me la speranza, sempre più vi ami, e col crescere dell’Amore, sempre più cresca in me la speranza. - Amen.
Gesù al cuore dell’amante di Maria.
Ora si dà la parola al Figlio che elogia la Madre, tessendo le sue lodi, come lo Sposo e la Sposa nel Cantico dei cantici, ma soprattutto per richiamare e incitare il devoto, l’amante di Maria a più eccelse e sode virtù, a imitarne le fulgide fattezze:
Hai tu mai considerato, o figliol mio, gli eccelsi sublimissimi privilegi, onde la Triade sacrosanta si degnò  sublimar Maria, fin dal primo fortunato istante che fu  concepita Immacolata? Eppure!... eppure fu questo il principio e il fondamento di tutte le sue glorie e imperiture grandezze!  E come avrebbe Ella mai potuto salire all’altissima dignità di Madre di Dio, se, per un istante solo, fosse stata, come che sia, dalla colpa macchiata? Non sarebbe, non sarebbe stata degna Madre di Dio, se per un istante avesse peccato. Benedici  tu, dunque, o anima amante, benedici la divina misericordia, che, con esentar Lei dalla colpa primigenia, ben la rese degna di me, che, fin dall’eternità, tutta per me la elessi, e, nel tempo, con infinito amore, sol per me la creai. Benedici, e, di gran cuore, congratulati con Lei, di cui non potrà mai dirsi: Essa peccò in Adamo: congratulati, perché in Lei giammai vi stette il fomite della malnata concupiscenza, fomite ribelle, che, se non è peccato, vien dal peccato, e, qual potente magnetite, al peccato inclina: E’ dal peccato, e inclina al peccato. Ammira in Lei, il tipo estrinsecato della onnipotenza di un Dio, ammira estatico i fervidi slanci del suo Cuore immacolato: ammira il sereno della sua ragione, per nulla ottenebrato dalle caligini dell’errore, né offuscato da insane passioni. Ed oh! Come mirabilmente il Cuore  integerrimo di Maria , infiorato del sorriso dell’innocenza e dell’amore, fin da che cominciò ad agitarsele nel petto, con i suoi tremiti amorosi, divenne ricettacolo purissimo di amore. Fu esso qual sorgente e scaturigine perenne di nobili celestiali desideri. Esso era la fornace sempre accesa e ardente  di divina carità … Imperocché Maria, assai meglio che la Sposa dei cantici, sfogava con me il suo cuore, e mi andava spesso ripetendo: io sono del mio amato e il mio amato è mio; egli pascola tra i gigli [Ct 6,3; 2,16]. Onde io, Bontà per essenza, anche prima che m’incarnarsi nel purissimo seno di Lei, già mi deliziavo di abitare nell’incontaminato suo  cuore, come in orto delizioso e fiorente, e tutto spirante odore di sublimissime virtù [cf Ct 4,12]. Io mi deliziavo in quel cuore, ch’era per me quale oasi di delizie nell’arido deserto della terra. Che se io, sì volentieri  stavo nel Tempio di Gerusalemme, con tanta magnificenza a me eretto; immagina ora tu, o figliol  mio, con quanto maggiore diletto me ne stessi nel Cuore di Maria, abitacolo santo, a me assai più caro e prezioso, perché da me stesso edificato e adorno dei più eletti carismi. Or dì tu, o figlio: vuoi tu che Io, nel tuo cuore, ponga altresì la mia dimora e ritrovi le mie delizie? Ebbene , dammi risoluto il tuo cuore, e Io…Io lo renderò puro e mondo, e l’arricchirò delle preziose gemme dello spirito, adornandolo di elette nobilissime perle. Io ne  formerò l’oggetto delle mie compiacenze, essendo questa la mia delizia: conversare, così con dimestichezza, con i figli degli uomini [Prv 8,31].
È doveroso ringraziare Gesù che ci concede di venerare la sua Santissima Madre e di riaffermare la più fiduciosa speranza in Lei, che tutta Bella e Immacolata, ha schiacciato il capo  velenoso del crudelissimo serpente, e a portato la salvezza al mondo. Costituita da Dio Regina del cielo e della terra, ed esaltata al di sopra di tutti i cori degli angeli e di tutte le schiere dei santi, sta alla destra del suo Figlio unigenito, nostro Signore Gesù Cristo, e supplica con le sue potentissime preghiere di Madre. Ella, infatti, trova ciò che cerca, e non può rimanere inascoltata (Ineffabilis Deus, nn. 28.29).
La concezione immacolata di Maria è il segno dell’amore gratuito de Padre, l’espressione perfetta della redenzione operata dal Figlio, l’inizio di una vita totalmente disponibile all’azione dello Spirito… e continua a rendere gloria alla Trinità una e indivisa (S.Giovanni Paolo II, Lourdes  2004)..