Ritorna     Home page     San Pompilio     
LE RELIQUIE DI SAN POMPILIO
         
                                                di don Teodoro Rapuano
 
DOV'E' CONSERVATO IL CORPO DI SAN POMPILIO?

San Pompilio muore a Campi Salentina(LE) la sera del 15 luglio 1766. Il Santo nei suoi ultimi momenti di vita è adagiato su di una cassa nella sua stanza. È vestito con l'abito scolopico, le mani incrociate sul petto, la stola al collo, ì piedi nudi e gonfi per il molto cammino.
Il Santo guarda l'ultima ora con fervorosi atti di fede, di speranza, di carità. Nell'ora in cui, secondo la liturgia, si celebrano i primi vespri della Festa di Maria Santissima del Camìine, della quale San Pompilio era molto devoto, socchiude gli occhi, la sua persona si compone come a un placido sonno, la sua anima vola al premio celeste.
Vestito dei paramenti sacerdotali, il Santo viene trasportato dalla sua cameretta in mezzo al corridoio nella cappella della comunità. Per l'accorrere di una moltitudine di persone, dopo ì funerali, la notte del 17 luglio si decide di seppellire in segreto la salma del Santo. Così alla presenza di pochi testimoni, si compie la mesta cerimonia. Le spoglie del grande scolopio, che si conservano ancora flessibili, baciate amorevolmente dai presenti vengono rinchiuse in una cassa, nella quale sono poste anche le notizie della vita del defunto. Successivamente la cassa, sigillata con un cannello di rame, viene deposta nella parete della Cappella di San Antonio della Chiesa dello Spirito Santo, oggi Santuario di San Pompilio in Campi Salentina (LE).
Per un breve periodo di tempo, l'eco pronunciato con enfasi dal popolo "è morto il Santo” si tiene vivo tra le popolazioni salentine, poì per motivi di grandi sconvolgimenti politici e sociali, che colpiscono la penisola italica e l'Europa, il ricordo e la vita del santo vengono dimenticate dai fedeli. Nel 1834, da alcuni novizi scolopi viene provvidenzialmente ritrovato nell'archivio della Casa Religiosa di Campi un plico, contenente incartamenti con relazioni sulla vita, sulle virtù e fatti prodigiosi attribuiti all'intercessione del Padre Pompilio, morto 68 anni prima.
Nel 1835, si apre il Processo di Canonizzazione con l'interrogazione dei vari testimoni oculari ancora viventi. Il padre Luigi Teofìlato, Maestro dei novizi di Campi, istruisce con infaticabile zelo i processi diocesani (Lecce, Benevento, Napoli. Ancona), mentre il padre Vincenzo Licei. scolopìco nativo di Campi, viene nominato a Roma postulatore della causa di Canonizzazione.
Il 17 novembre 1878. il papa Leone XIII approva il decreto sulla eroicità delle virtù del Servo di Dio, dichiarandolo Venerabile. Il 19 marzo 1892 nella Basilica Vaticana San Pompilio è proclamato Beato.
Già per questa occasione alcune reliquie di San Pompilio furono prelevate per essere collocate in un grande reliquiario portato dinanzi al Pontefice Papa Leone XIII per la venerazione.
Il 26 gennaio 1934, papa Pio XI lo annovera nell'albo radioso dei Santi additandolo al mondo come Apostolo e perfetto Educatore della gioventù.
Le sacre spoglie di San Pompilio raccolte, dall'anno della beatificazione, in un'Urna di legno e vetro, dal 1966 sono composte nell'artistica Urna appositamente progettata ed eseguita dalla Scuola Superiore d’Arte Sacra “Beato Angelico” di Milano.
Negli anni ottanta per volere di Padre Martino Gaudiuso il grande reliquiario realizzato per Leone XIII, fu traslato in Campi e collocato nel museo dedicato a San Pompilio.
Montecalvo Irpino custodisce due insigne reliquie dell'illustre concittadino. La prima reliquia è una vertebra intera del Sacro Corpo di San Pompilio, custodita fino al 1919 dal pronipote del santo, Mons. Pompilio Pirrotti. La seconda reliquia, un segmento di omero, fu donata dalla Comunità di Campi Salentina a Montecalvo Irpino, il 6 settembre 1948. Così recit la postilla posta sull'autentica presente nell'Urna di Campi Salentina: "Die vero VI septembri 1948 / oblatum est, de mandato / Ex.cmi Episcopi Lyciensi, mit/tendum Montem Calvum Irpinum/ os ulna. / Sac. Angelus M. Morrone/ pro canc. Epistopalis".
Attualmente il segmento di omero è custodino in una artistica triplice Uma posta nella Cappella del Santo; la vertebra. sigillata in un reliquiario di argento. è collocata nella teca realizzata per la Peregrinatio Pompiliana del Giubileo del 2010.
Negli anni sono state recuperate in giro per l’Italia altri piccoli resti del Corpo di San Pompilio, collocati in piccoli reliquiari, oggi custoditi sull’altare nel Museo della Religiosità Montecalvese e della Memoria Pompiliana di Montecalvo.
L'8 novembre del 2015 alle ore 9,45 l'Urna di San Pompilio e il Grande reliquiario di Leone XIII escono dal Santuario di Campi in mezzo a due ali di folla accorsa per l'occasione e iniziano il loro percorso che li porterà, prima a Montecalvo Irpino e il 11 novembre a Milano.
Il 12 novembre il Cancelliere della Curia di Milano rompe i sigilli per permettere il prelievo delle ossa e di fatto dare inizio alla ricognizione canonica e al rifacimento di una nuova Urna di San Pompilio.


IL CULTO DELLE RELIQUIE

PERCHE' SI VENERANO LE RIEQUIE DEI SANTI?

Col temine reliquia che deriva dal latino (reliquiae-arum) e che sìgnifica avanzi, resti, si intende ciò che rimane di qualche cosa. in particolare i resti di una persona morta. Nel senso religioso, il temine si attribuisce ai resti del corpo, agli oggetti di persone di una certa importanza, custoditi in luoghi sacri e venerati nel culto. Nella tradizione cristiana a partire dal secolo IV. la voce reliquia fu adoperata non solo per i resti mortali del corpo o per il sangue dei martiri, ma anche per gli strumenti del martirio, per pezzi di abiti portati dai santi, per oggetti che avessero toccato la tomba di un martire.
Un vero e proprio culto delle reliquie prese origine e si sviluppò in modo parallelo al culto dei martiri nell'antichità e fu in uso in tutta la Chiesa. In Oriente la traslazione di reliquie e l'uso molto diffuso di usare i resti dei corpi dei martiri come reliquie non incontrarono difficoltà; in Roma, invece, e in Occidente, si conservava la disciplina primitiva per la quale il sepolcro dì un martire non poteva essere aperto né si potevano separare particelle del suo corpo; però nel secolo VIII si cominciò ad asportare anche nella Chiesa latina. Parte delle ossa staccate erano deposte in cappelle o chiuse dentro altari sulla mensa eucaristica.
Nel sec. IX cominciò l'uso di mettere le reliquie non più dentro altari, ma in reliquiari per poterle esporre alla venerazione dei fedeli. Un nuovo impulso alla venerazione delle reliquie fu dato dalla scoperta delle catacombe di Roma nella seconda metà del secolo XVI.
Attualmente il culto delle reliquie è disciplinato dal Codice di Diritto Canonico (can. 1190). Secondo la prassi consolidata e approvata dall'Autorità Ecclesiastica, si possono onorare con culto pubblico solo quelle reliquie la cui veridicità e genuinità consti da un documento rilasciato da un Cardinale o dall'Ordinario del luogo.

PERCHE' VENERARE LA RELIQUIA
DI SAN POMPILIO?

Parlare della santità cristiana richiede il riferimento ai santi, che ne sono la più viva incarnazione. Bisogna tuttavia riconoscere che in quest'epoca di transizione, dalle dimensioni planetarie, caratterizzata da una nuova visione del mondo, dell'uomo e della sua storia e, nei paesi opulenti, da una diffusa indifferenza religiosa, il discorso sulla santità, sia pure quella di un santo tanto amato nella nostra terra, è tutt'altro che agevole. Eppure il mistero dei santi ha un tale fascino da imporsi, spesso, agli stessi increduli, e tutte le volte che ci si confronta con un santo autentico, ne rimaniamo conquistati. Perché?
Molto semplicemente perchè dobbiamo ricordare che la santità, dono di Dio e impegno dell'uomo, altro non è che la "vita trasfiguaurata in Cristo" (Rom. 8,29), mediante il dinamismo delle virtù teologali e i doni dello Spirito Santo. La santitàè la vita di Dio Trinità in noi e dì noi in Dio.
San Pompilio profuse i suoi doni naturali e soprannaturali, mettendoli con generosità e perseveranza a disposizione del popolo di Dio, in modo particolare nella celebrazione dell'Eucaristia. nel ministero della Riconciliazione, nella di rezione spirituale, nel consiglio e nella vicinanza spirituale e materiale a quanti erano nel bisogno.
San Pompilio morì il 15 luglio 1766. La sua santità, popolarmente ammessa già durante la sua vita, è stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa.
Noi oggi veneriamo il suo corpo, sia custodito in Campi Salentina, che in mezzo a noi attraverso le due insigne reliquie (il segmento di omero e la vertebra).
La presenza del suo corpo, ancora in mezzo a noi ci pemìette di evidenziare due aspetti:

1 . Il significato della morte.
Quello che noi vediamo sono i resti di un corpo morto, non più animato da quell'alito di vita che Dio creatore infuse nell'argilla primordiale (cf Gen 2,7). Affacciandosi in tal modo sul mistero del la morte. siamo invitati a comprendere che ciò che si vede non è il tutto dell'esistenza. Questo corpo è qui, ma San Pompilio non è soltanto un cadavere: infatti egli, che è vissuto in piena unione con Gesù, vive adesso nella definitiva comunione con Gesù Risorto.

2. Il signilìcato delle sue reliquie.
La presenza delle reliquie di San Pompilio ci invita anzitutto ad una memoria: guardando le sue spoglie mortali. noi ricordiamo tutto il bene che egli ha compiuto in mezzo a noi. Il suo corpo insieme con l'anima è stato concretamente immagine di Dio. tempio dello Spirito Santo, ''luogo" in cui Gesù ha manifestato la sua gloriosa passione.
Ma le reliquie di coloro che domìono nel Signore ci invitano a guardare anche verso il futuro: ci invitano a rinnovare la fede nella risurrezione della nostra came, quando il Signore verrà nella gloria. Le reliquie, allora, sono l'annunzio della nuova creatura che sorgerà in comunione con il Risorto. Come ci ha ricordato S. Paolo.
Gesù, a quanti lo accolgono. si rivela come ''sapienza, giustizia, santificazione e redenzione” (l Cor 1,30). Paolo elenca come ultima la redenzione. proprio perché essa sarà completa solo quando il nostro corpo risorgerà al la fine dei tempi.
Infine San Pompilio è stato padre fecondo di anime. Come sappiamo. nessun santo inventa qualcosa di nuovo, tutti ripropongono il Vangelo. Tuttavia. qualche "atleta dello spirito" ha vissuto con particolare intensità uno o più aspetti dell'infinita ricchezza di Cristo. divenendo tramite per un percorso "nuovo" nella Chiesa.
Anche San Pompilio ha scritto una pagina "originale" raccogliendo attorno a sé tanta folla nei luoghi in cui la Provvidenza lo ha chiamato ad operare. Fu chiamato l'Apostolo dell'Abruzzo, il Santo taumaturgo di Napoli, il Santo della carità.
Ritratto di San Pompilio "Il Pio transito"
del pittore Ingrosso.
(Museo di San Pompilio - Campi Salentina)
Urna con il Sacro Corpo di San Pompilio.
(Santuario di Campi Salentina)
WYSIWYG Web Builder
Montecalvo Irpino (AV) 14 luglio 2007
Il Parroco don Teodoro Rapuano pone i sigilli al Reliquiario in plexiglass contenente un segmento di omero di San Pompilio
San Pompilio assiso su di una cassa, come in una soavissima estasi, termina la sua vita terrena
"Il Pio transito"
del pittore Ingrosso.
Artistica vetrata del Santuario di Campi Salentina
Milano, 12 novembre 2015
Il Cancelliere della Curia di Milano taglia i sigilli dell'Urna di San Pompilio conservata a Campi Salentina, per procedere ad una nuova ricollocazione delle Ossa in una moderna urna.
Il Corpo di San Pompilio
così come fu collocato nel 1966