Ritorna      Home page      Avvenimenti     I Misteri di San Pompilio
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REALIZZATO DA:   Contrada Malvizza

PROTAGONISTI:
San Pompilio:   Stiscia Pompilio
Bambini:   Bambini della Contrada



A Montecalvo, alle persone radunate intorno agli altari, San Pompilio parla con linguaggio semplice del Vangelo con ardore ed affetto. Parla loro di Dio e dei principi della vita cristiana. Nelle case private di amici e di conoscenti ha sempre un’esortazione al bene, un consiglio buono. Sulle piazze quando scorge gruppi di persone disposte ad udirlo, tiene brevi e facili incitazioni adatte alle capacità dei presenti. Il tema è sempre lo stesso, abbandonare il peccato per abbandonarsi alla grazia di Dio.
Passeggia lungo le strade impolverate del paese sempre circondato da ragazzini e persone, che gli chiedono o rosari o medagline religiose; qualcuno si spinge anche oltre, tagliandogli un pezzo di vestito come reliquia da conservare. Spesso caccia dalle tasche le coroncine richieste, ma non sempre però riesce a soddisfare tutti. Allora li invita a inginocchiarsi e a recitare un’Ave Maria; poi rimette le mani in tasca e, come già accaduto altre volte e altrove, estrae tanti rosari quanti sono i presenti.
Un giorno passa nella zona detta del Piano, dinanzi alla chiesa del Purgatorio, luogo di sepoltura dove nella navata superiore della chiesa sono conservate le ossa dei trapassati, visibili attraverso una grata di ferro perché ammucchiate nelle nicchie laterali. Padre Pompilo nel rendere omaggio ai defunti li saluta dicendo: «Siano lodati i nomi di Gesù e di Maria!». Portento divino, le ossa si scuotono, i teschi si rianimano e dalle sepolture riecheggiano infinite voci: «Sempre siano lodati». Un evento che non passa certamente inosservato; difatti, saputa la cosa tutti vogliono soddisfare la loro curiosità e prestano attenzione all’avvenimento. I miracoli sono sempre segni straordinari di Dio, il quale non sciupa i suoi doni ma li utilizza per sciogliere anche il cuore dei più induriti. Difatti una sera al consueto saluto del padre santo, la curiosità dei presenti non è soddisfatta; dalla chiesa non si ode nessuna voce. Il padre Pompilio, che già aveva ripreso il cammino, non sentendo risposta, torna indietro e a mo’ di rimprovero dice rivolto ai teschi: «Sieti più importanti voi di Gesù e di Maria?».
La risposta stavolta sembra un tuono, dai sepolcri si alzano le voci: «Sempre siano lodati, ora e sempre». I miracoli sono gesti d’amore di Dio per stupire l’umanità, solo in quest’ottica di fede può essere compreso il segno del sovrannaturale che irrompe nel tempo dell’uomo. Ma nello stesso tempo il miracolo è il timbro tramite il quale Dio garantisce la santità di un suo servo fedele. Ormai padre Pompilio, che qualcuno con enfasi apostrofa come già «nato santo dal grembo della madre», è alla fine della sua esperienza terrena, ed è diventato santo, perché santi si diventa. Padre Pompilio, battezzato nel nome della Santissima Trinità, è rimasto fedele al Vangelo e al progetto, che Dio ha predisposto per lui, come per ciascun uomo, prima che iniziasse a formarsi nel grembo della madre.
II MISTERO
SAN POMPILIO E LA MADONNA