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          15 DICEMBRE 2002
Consegna, per il restauro, della tavola cinquecentesca della Madonna dell'Abbondanza di Casa Pirrotti in Montecalvo al Ministero dei beni culturali


La tavola cinquecentesca di Casa Pirrotti rappresenta, secondo la tradizione, e secondo le indicazioni bibliografiche relative alle biografie pompiliane, la Madonna dell’Abbondanza con Santi.

          La sua storia è legata a quella della famiglia Pirrotti di Montecalvo e, in particolare, agli affetti di San Pompilio Maria, esponente della stessa Casata.

Un prodigio riportato nei processi apostolici di beatificazione e di canonizzazione, e una famosa profezia del Santo, malamente interpretata dai suoi biografi, preoccupati di dimostrarne ad ogni costo la non ancora avvenuta consumazione, l’hanno resa celebre nel mondo.

La devozione alla Madonna sotto il titolo dell’Abbondanza fu una spiccata prerogativa di Casa Pirrotti che favorì grandemente il suo culto in paese, con la festa che cominciò ad organizzare fin dalle prime decadi del 1600, a sue spese, l’8 settembre di ogni anno[1].

Apprendiamo dalla corrispondenza epistolare di San Pompilio che nei primissimi anni Sessanta del XVIII secolo, il fratello Michele aveva provveduto a ripristinare la cappella domestica e, dal suo diario di viaggio da Ancona a Campi Salentina, la conferma che la stessa era    dedicata a Maria santissima dell’Abbondanza.

Così afferma il Santo nella lettera al fratello del 12 aprile 1764:

…godo della cappella introdotta e ristabilita in casa. Dico ristabilita perché i nostri Antenati l’han sempre tenuta, come ben mi ricordo, dalle loro memorie[2].

Nel diario da Ancona a Campi Salentina (LE), così annota alla data del 31 maggio del 1765:

Alli 31 fu di voi mio Sposo Divino, e stiedi in Montecalvo avendo detto Messa in Cappella domestica della Casa sotto gli auspici di Mamma Bella dell’Abbondanza; e così terminai il mese dedicato per voi, a voi, o Divino Spirito. Veni Creator Spiritus [3].

Il dottor Pompilio Pirrotti, omonimo pronipote del Santo, attestò, nel Processo Apostolico di Benevento, che la tavola fu trasferita verso il 1824 nel pubblico oratorio di… Patronato familiare  nella contrada detta l’Abbondanza[4].

Che si tratti della stessa opera ci viene confermato da padre Osvaldo Tosti il quale ricordando che il padre Clemente l’aveva riprodotta  alla pagina 86 della sua biografia pompiliana, testimonia che nel 1984 essa si trovava nella stanza delle reliquie che affianca la nuova chiesa dedicata a San Pompilio in Montecalvo[5].

A giudizio del padre Tosti l’opera riproduce, con la Madonna dell’Abbondanza, i santi Francesco di Paola e Giovani da Colonia:

Il quadro rappresenta la Madonna seduta sulle nuvole, col Bambino Gesù in braccio che tiene in mano una mela, allusiva al titolo dell’Abbondanza. Nella parte inferiore, a destra, è San Francesco di Paola con lo sguardo rivolto alla Vergine in atto di supplica; a sinistra, San Giovanni di Colonia, domenicano, che nella destra tiene il Santissimo e nella sinistra un giglio e la palma del martirio[6].

Interessantissima è la deposizione giurata che Michele Pirrotti, fratello di San Pompilio, ed il pittore Gregorio Cocchiarelli rendono in merito ad un prodigio verificatosi in occasione del restauro della tavola commissionato dallo stesso Pirrotti nel 1756:

Oggi, 24 di marzo del 1756, mercoledì - Essendo venuto a casa per ritoccare il quadro di Santa Maria dell’Abbondanza, portarono una stagnatella, , come volgarmente si dice, piena dai primi giorni a metà di olio di noci, e consumata questa mezza stagnatela nei colori per detto quadro, finito tutto, e votato il vaso in cui eracontenuto, dal Sig. D. Gregorio (Cocchiarelli) e da me ieri 23, senza lasciare in esso assolutamente nulla, oggi 24, la Santissima Vergine l’ha fatto trovare pieno e perfino moltiplicato, essendo aumentato poco a poco per lo spazio di mezzo quarto d’ora, in presenza del Sig. D. Gregorio e di mia moglie; questo è successo alle dieci   e un quarto della mattina; e tutto questo si è attribuito a puro miracolo di Maria Santissima, che moltiplica i suoi prodigi.

E questa è quella del pittore Gregorio Cocchiarelli:

Attestato giurato del pittore Cocchiarelli della terra di Campolattaro, attesto come essendomisi finito l’olio di noci per terminare di pitturare il quadro della Santissima Vergine dell’Abbondanza in casa dell’illustre dott. Michele Pirrotti, e mentre diffidavo dell’olio di noci, perché senza di esso non potevo compiere il mio lavoro del quadro, mi rivolsi all’effigie della Santissima Vergine dicendole: “Come potrò continuare senza olio di noci?” Frattanto inavvertitamente presi il piccolo vaso da quattro once di olio, che avevo, e che era finito del tutto; e avvicinando il detto vaso al fuoco, osservai poi se si poteva sgocciolare qualche goccia e allora trovai mezza stagnatela di olio di noci. Lo spavento che  tal evidenza mi causò mi fece sussultare. Chiamai il Signor Michele e la Sign. Irene Panaro e riferii loro quel miracolo. La Sign. Irene, non dando credito a questo, volle vedere il vasetto e prendendolo in mano, disse che non conteneva nulla; allora alzò la stagnatela rovesciandola e uscirono quasi quattro once, e mentre la Sign.Irene diceva che non restava più olio, uscì una gran quantità dal vasetto e inondò tutto un tavolo rotondo che era in casa Pirrotti. In fede che questa è la verità, lo attesto con giuramento, oggi alle sei e mezzo della sera del 24 marzo 1756, in Montecalvo.             

  

Note



[1] Cfr. Cfr. p. Osvaldo Tosti d.S.P. in San Pompilio Maria Pirrotti delle Scuole Pie Supplemento - Roma, 1984 pag. 31.

[2] Cfr. Lettera di San Pompilio al fratello Michele del 12 aprile 1764, originale  olografo  in Archivio Museo Pompiliano in Montecalvo Irpino.

[3] Cfr. p. Osvaldo Tosti d.S.P. in San Pompilio Maria Pirrotti delle Scuole Pie - Cronologia storico-critica della vita e lettere datate -  Editiones Calasanctianae - Roma, 1981 pag. 195; G. Lo Casale - G.B.M. Cavalletti - Fonti per la Storia di Montecalvo Irpino - Contributo per la conoscenza storica dei Comuni d’Italia, op. cit.  Vol. II p 687.



[4] Andreas Clemente - Vida del Beato Pompilio Maria Pirrotti de Santo Nicolas - Barcellona, 1913 pagg. 749-750.

[5] Idem, ibidem

  Cfr. p. Osvaldo Tosti d.S.P. in San Pompilio Maria Pirrotti delle Scuole Pie Supplemento op. cit. pag. 34.

[6] Idem, pag.33.
BREVI CENNI STORICI SULLA TAVOLA RAFFIGURANTE SANTA MARIA  DELL’ABBONDANZA IN  CASA PIRROTTI A MONTECALVO IRPINO

di
Giovanni Bosco Maria Cavalletti
15 dicembre 2002.
Chiesa Madre collegiata e abbaziale di
S. Maria Assunta in Cielo.
Cerimonia della firma di consegna all’Ispettore Dott. Giuseppe Muollo, responsabile dei Beni Storici e Artistici per la Soprintendenza di Salerno e Avellino.
Il manufatto sarà restaurato dal Maestro Paolo Tribuzio.
Il rito è stato presieduto da Mons. Pompilio Cristino, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Benevento.
Nell’occasione il Parroco Sac. Teodoro Rapuano, anche a nome della comunità parrocchiale, ha donato al Dott. Muollo, in riconoscimento della sua sensibilità nei confronti della cultura montecalvese e per il professionale impegno profuso nel recupero e nella valorizzazione delle testimonianze storico-affettive di Montecalvo Irpino,  una insigne reliquia di San Pompilio Maria Pirrotti.
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