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Con la morte negli occhi
di Alfonso Sarno
da Campania Felix - Anno V n. 14 Luglio-Settembre 2003
La "Mamma Bella" non vuole abbandonare i suoi figli di Montecalvo Irpino. Per loro, ma anche per tutti gli altri devoti, vuole continuare a essere la Signora dell'Abbondanza. Proprio come profetizzò, ancora bambino, San pompilio Maria Pirrotti, gloria del centro in provincia di Avellino. A dispetto di ogni ragione umana, Lei è sempre ritornata. La storia inizia nel XVII secolo, quando a un antenato del santo apparve la Madonna chiedendo di edificare, in suo onore, una cappella "indicando il luogo preciso dove scavando avrebbero trovato cinque croci, sul quale voleva essere perpetuamente venerata sotto il titolo di Santa Maria dell'Abbondanza". Un desiderio che si realizzò il 13 settembre 1621: l'arcivescovo di Benevento, Mons. Alessandro di Sandro, consentì la costruzione dell'edificio sacro in località Trignano di Montecalvo.
Lì i fedeli, numerosi, si recavano a venerare la statua della Vergine, dono dell'insigne famiglia irpina. Questo fino al terribile terremoto del 14 marzo 1702 che la rovinò gravemente, tanto che i Pirrotti la riportarono nel palazzo avito, confinandola in soffitta. Triste fine per la "Mamma Bella" dell'Abbondanza, destinata in un angolo, a lasciarsi coprire dalla polvere del tempo. Ben diversi erano i disegni divini. Impescrutabili. A svelarli fu il piccolo Domenico Giovan Battista Michele, il futuro San pompilio, che raccomandò alla madre di tenere il simulacro "in grande considerazione, perchè sarebbe stato venerato, un giorno, con culto pubblico". Una profezia che ha atteso ben trecento anni per attuarsi. passata attraverso la canonizzazione di Pompilio Maria Pirrotti, sacerdote dell'Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre Di Dio delle Scuole Pie, chiamati popolarmente Scolopi o Piaristi, fondati nell'autunno del 1597 dal santo spagnolo Giuseppe Calasanzio per la predicazione e l'educazione dei giovani. Un apostolato che il religioso irpino, nato - sesto di undici figli - il 29 settembre 1710 dal dottore in legge Girolamo e dalla nobildonna Orsola Bozzuti, esercitò per circa un decennio, dedicandosi poi alla predicazione e alla confessione e percorrendo tutto il Meridione. Fino alla morte avvenuta, il 15 luglio del 1766, a Campi Salentina, in provincia di Lecce. Subito pregato come un santo. E non poteva essere altrimenti. Si narra che parlasse con i defunti e che, alla recita del Rosario, partecipassero anche i teschi conservati nella cripta della Chiesa napoletana di Santa Maria del Caravaggio in piazza Dante.
Proprio nella capitale borbonica aveva fondato, nel 1754, la Congregazione della Carità di Dio per il suffragio alle Anime del Purgatorio. Straordinari prodigi che si accompagnano ad altri: dalla levitazione ai dialoghi con l'immagine della Madonna di montevergine e al miracolo della vita ridata ai piccioni, servitogli arrosto, e rifiutati perchè rigorosamente vegetariano.
Beatificato da papa Leone XIII, ospite dei Pirrotti a Montecalvo circa cinquant'anni prima, il 27 gennaio del 1890; venne canonizzato, da Pio XI, il 19 marzo 1934. A rinvigorire la già eccezionale figura, il ritrovamento, il 16 marzo 2001, in un sottoscale murato del avito, di tre statue corrose del tempo. Un certosino lavoro di qrchivio portato egregiamente avanti, su incarico del parroco don Teodoro Rapuano, dallo storico Giovanni Bosco Maria Cavalletti, è riuscito a configurare contorni sicuri al fortunoso recupero. Le tre statue - raffiguranti una Madonna allattante con Bambino, un Santo diacono e una Addolorata - sono state restaurate a cura della Soprintendenza per i Beni Artiscici di Salerno e Avellino, nello studio romano di Paolo Tribuzio. Dove gli specialisti, attoniti fanno una sensazionale scoperta. Nella pupilla vitrea dell'occhio destro della Vergine vedono impresso, tridimensionalmente, un teschio che per la scienza "non è riconducibile ad opera umana". E qualcuno dice di aver visto, in quella sinistra,  anche l'immagine del Cristo. Misterioso evento che ricorda quello analogo di Guadalupe in Messico e che conduce a Montecalvo pellegrini, pronti a confidarsi con la "Mamma Bella". Custodita dal 25 aprile 2002 nella Cappella Carafa della Chiesa Madre. E San Pompilio? Il suo corpo si conservano a Campi Salentina nel Santuario a lui dedicato; a Montecalvo reliquie sono presenti nella cappella allestita nella casa natale, dove è in preparazione un museo pompiliano, e nella Chiesa di San Bartolomeo.

In the little centre of Montecalvo Irpino the Madonna dell'Abbondanza or "Mamma Bella" is the object of a worship of very remote origins. Destroyed by a terrible earthquake occurred in the 17th century, the statue of the lady was left abandoned in an old palace. In recent times it has undergone a restoration that has brought to a very extraordinary discovery: in the right eye of the lady there is a three-dimensional skull that, according to scientists, can not be the work of man.