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LA NUOVA
CAPPELLA
DELL'ABBONDANZA

in Contrada San Vito

La nuova Cappella dell'Abbondanza, cuore del Centro Parrocchiale "Pregate, Pregate, Pregate" sorce a circa 500 metri dal sito ove sorgeva l'antica chiesa dell'Abbondanza di proprietà della famiglia Pirrotti.
Così descrive il Padre Clemente nel 1910 il luogo: «Chi partendo da Montecalvo percorre la strada che conduce alla città di Ariano, a due chilometri circa di distanza, sulla destra, vede aprirsi una vallata coperta di alberi, vigneti e orti, e quasi al centro scopre una chiesetta con il suo piccolo campanile, che annuncia il sorgere e il tramontare del sole e invita il viandante alla preghiera.
Contigua alla chiesa c'è una casa rustica e l'abitazione dell'eremita che sta al servizio della cappella. Tutto è circondato dalla proprietà della casa, con larghi viali coperti di pergole, fiancheggiati da spalliere di bosso, sulle quali si possono ammirare mille capricciosi e fantastici disegni formati dallo stesso arbusto. Il resto del fondo è occupato da un boschetto di annose quercie, ricco di acque cristalline, dove il silenzio è rotto solo dal canto dell'usignolo ed altri uccelli e dal mormorio delle correnti.
La vallata e il podere sono proprietà della famiglia Pirrotti e quella chiesetta è il santuario di Nostra Signora dell'Abbondanza» .
San Pompilio dal Palazzo Pirrotti vedeva in lontananza la chiesa, così come lo stasso santo racconta:: «scovrendosi quella venerabile cappella, come ben mi ricordo, dalle finestre del quarto di sotto e dall'altro quarto, o sia appartamento» .
Oggi, come tante altre cose, anche della Madonna dell'Abbondanza non resta più nulla e il posto stesso in cui sorgeva appare molto meno attraente. Motivo di più per conoscerne e conservarne almeno la memoria, così viva nel Santo, che la considerò una gloria di famiglia «avendo avuta la situazione da' nostri Antenati, che furono divoti di Maria Vergine, e poner vollero tutta la discendenza nostra sotto la sua direzione, protezione e guardia di Maria Vergine» .
Correva l'anno 1621 - prosegue il P. Clemente che tanti particolari apprese direttamente dalla bocca del ricordato Mons. Pompilio Pirrotti - e la SS. Vergine, per manifestare la sua materna sollecitudine e protezione alla famiglia Pirrotti e a tutto Montecalvo, si degnò apparire in sogno a Scipione Pirrotti, dottore in legge, e ad alcune innocenti e devote fanciulle. Varie furono le visioni nelle quali la Sovrana Vergine manifestava il desiderio che le si edificasse una cappella su un fondo rustico chiamato Tignano, proprietà dei Pirrotti, indicando il luogo preciso dove scavando avrebbero trovato cinque croci, nel quale voleva essere perpetuamente venerata sotto il titolo di S. Maria dell'Abbondanza.
La tradizione ricorda che le ripetute apparizioni mossero il popolo a chiedere permesso alla reverendissima curia ecclesiastica di Benevento, dalla quale dipende Montecalvo, di portarsi sul posto processionalmente, come in effetti seguì. La curia, in data 15 giugno dello stesso anno 1621, durante il governo di Alessandro di Sangro, concesse inoltre che si edificasse la chiesa, dopo aver saputo che il clero e il popolo era andato processionalmente sul luogo indicato nel podere Tignano e che erano state trovate le cinque croci.
A questo fine, il ricordato Scipione Pirrotti costruì immediatamente una piccola cappella, che poi ampliò, nella quale si poté celebrare Messa, con licenza della curia del 13 settembre dell'anno detto. Da allora cominciarono ad accorrere da tutti i paesi vicini per venerare Nostra Signora dell'Abbondanza e l'Arcivescovo di Benevento il 4 luglio 1704 consacrò la chiesa arricchendola di indulgenze per quanti la visitassero.
Sappiamo anche che la famiglia Pirrotti dotò la chiesa di un piccolo beneficio, per colui che avrebbe dovuto avere cura di essa, che con l'andare del tempo si ridusse a ben misera cosa. In più occasioni si dovette parlare della situazione che metteva al rischio di perdere la proprietà, se già nel 1759 a dire del Santo «me ne parlò Monica nostra ... e me ne parlò il buon Curato della nuova cura di rimpetto a casa. Ed io non potei far altro che promettere». Più tardi sembra che «il buon fratello Pompilio» riproponesse la cosa, offrendo al Santo stesso il beneficio «… e l'ho ringraziato e gli sono rimasto assai assai ben obbligato della sua esibizione, con cui voleva essere in me benefattore ... circa del misero Beneficio di Mamma Bella dell'Abbondanza, perché non sono fatto io per queste cose» . Ancora nell'aprile del 1764, il fratello Michele, al quale, sembra di capire, nella divisione dei beni di famiglia era toccato il palazzo, rimessa in efficienza la cappella domestica, tornò sull'affare del Beneficio, scrivendone al Santo in Ancona. Questi rispose lodando l'iniziativa «e farebbe bene Pompilio se rimirasse la casa e facesse che il beneficio, di pochi ducati per altro, restasse in casa. Ma non bisogna coartare la volontà e libertà del nostro buon fratello, con cui vorrei che V.S., trovandosi capo di casa già, ci avesse tutta l'armonia, e si accomodasse con lui alla meglio», che nello stile del Santo non significa comunque sia, ma nel modo migliore.
Se avesse potuto, si sarebbe anche portato personalmente a Montecalvo e avrebbe fatte «sessioni adatte e concordative per il meglio» con Pompilo stesso, ma nell'impossibilità di farlo, salutando i vari parenti, insiste: «fatemi questa carità di accomodarvi alla meglio» . E così fu, perché e chiesa e beneficio rimasero alla famiglia Pirrotti, anche se per quasi un secolo non ne conosciamo la storia particolare. È certo però che la famiglia Pirrotti vi celebrava tutti gli anni la festa a proprie spese l'8 settembre; mentre, fin dalla fondazione, clero e popolo costumarono recarvisi la prima domenica di maggio per prelevare la sacra Immagine e portarla processionalmente in paese. Qui si faceva una solenne novena con esposizione del San¬tissimo per impetrare la benedizione dei campi e il beneficio della pioggia, e, dopo una processione di penitenza, a cui partecipava tutta la popolazione, si ri-portava l'immagine nel suo santuario.
Nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 1891, un incendio distrusse completamente la chiesa. Una bella statua e molti quadri, attestanti la protezione della Vergine, appesi alle pareti, perirono nelle fiamme.
Ma il più volte citato Mons. Pompilio Pirrotti, non potendo veder distrutti tanti inestimabili ricordi, la riedificò e ridusse in miglior stato di prima, decorandola di bei stucchi e una bella statua della SS. Vergine, opera dello sculture Pedace di Napoli. Per questo il Papa Leone XIII si degnò consolare il detto Monsignore con un Breve del 12 settembre 1898, in cui fra le altre si leggeva: Luculenta testimonia, quae te omnigenis spectatum virtibus comprobant, amplissimeque commendat, utpote ... atque inter caetera templum incendio deletum sumptibus tuis restituendum curasti, persuadent Nobis, ex animo decernamus. Quare .... E Papa Pecci, grande ammiratore delle glorie di S. Pompilio, da ut perillustrem tibi honoris titulum quando giovane Monsignore ne aprì i Processi di beatificazione in Montecalvo, lo insignì del titolo di Prelato domestico di Sua Santità.
Quanto siano stati graditi alla SS. Vergine - conclude il P. Clemente - gli ossequi della pia famiglia Pirrotti, che sempre l'ha considerata sua speciale avvocata e alla quale crede di essere debitrice di aver dato al mondo il grande Apostolo e Taumaturgo di Napoli, lo danno bene ad intendere alcuni straordinari e prodigiosi avvenimenti.
Uno dei fatti più celebrati dell'infanzia del Beato, fu la profezia che fece nel consegnare a sua madre una sacra immagine (o statua), finita in soffitta, di Nostra Signora dell'Abbondanza, dicendole che col tempo quel quadro sarebbe stato venerato con culto pubblico.
L'antica chiesa dell'Abbondanza
di Proprietà della Famiglia Pirrotti
La chiesa sorgeva a circa 500 metri dall'attuale Cappella dell'Abbondanza
La nuova Cappella dell'Abbondanza inaugurata il 16 agosto 2014
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Quello che rimane oggi dell'antica Chiesa dell'Abbondanza
Nel podere dell'Abbondanza sorgeva una fontana oggetto di un miracolo
di San Pompilio (nella foto quello che rimane oggi di quella fonte)
Nella nuova Cappella dell'Abbondanza non manca certo l'acqua.
L'acqua è una caratteristica del Centro Parrocchiale, la troviamo
nel presepe, nella Grotta di Lourdes, nelle fontane all'aperto.
L'acqua da sempre è segno di purificazione e di benedizione.