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ANSA) - NAPOLI, 16 MAG - Si sta diffondendo nell’avellinese il culto dei fedeli per la “Mamma bella dell’abbondanza”, una statua lignea settecentesca della Madonna trovata a Montecalvo Irpino (AV) che porta con sé un mistero al quale la scienza e la stessa Chiesa non sembrano ancora avere trovato una risposta: nella pupilla dell’occhio destro appare infatti nitida l’immagine di un teschio. Un evento, analogo a quello che caratterizza la Madonna di Guadalupe, che secondo gli esperti non è riconducibile ad intervento umano e che l’arcivescovo metropolita di Benevento, Serafino Sprovieri, in occasione della presentazione ufficiale della statua e della su consacrazione, il 25 aprile scorso, ha definito “un mistero inquietante, ma esaltante”. A rendere più interessante il mistero della statua è il collegamento con il santo locale di Montecalvo, Pompilio Maria Pirrotti (vissuto nella prima metà del Settecento), del quale le cronache dell’epoca raccontano che aveva una particolare familiarità con i teschi: con i resti dei defunti esposti in una chiesa del luogo, il santo sembra dialogasse e recitasse il rosario. La statua, a grandezza naturale, in pioppo dipinto ad olio e tempera, di autore ignoto, è stata rinvenuta il 16 marzo del 2001, in pessime condizioni e murata in un sottoscala, durante i lavori di costruzione del museo pompiliano nel Palazzo Pirrotti, dove il santo nacque e visse. Le ricerche degli storici locali hanno permesso inoltre di identificare nell’immagine quella “Mamma bella dell’abbondanza” battezzata così dallo stesso Pompilio Maria che l’avrebbe custodita da bambino e che l’avrebbe raccomandata alla madre profetizzandone nel 1720 un futuro culto pubblico. La storia del “mistero” dell’immagine visibile nella pupilla dell’occhio di vetro della Madonna ha avuto inizio a Roma, dopo che il restauratore Paolo Tribuzio, incaricato dalla soprintendenza di Salerno ed Avellino, ebbe completato la risistemazione della statua. Al momento del ritrovamento, la “Mamma bella dell’abbondanza” era infatti annerita, smembrata in tre parti distinte e mancante di un braccio e dei piedi, forse per i danni subiti in occasione di un terremoto avvenuto nel 1702. “Fu Tribuzio ad avvertirci che nell’occhio era visibile questo segno particolare - racconta il parroco di Montecalvo, Teodoro Rapuano - ma non potè fornirci una spiegazione dell’evento, sottolineando soltanto che la presenza del teschio non poteva essere riconducibile a nessuna tecnica di incisione o di pittura ed a nessun altro tipo di intervendo umano, ed scientificamente impiegabile.Cominciammo allora una serie di ricerche negli archivi parrocchiali, per scoprire l’origine della statua, e siamo arrivati alla conclusione che fosse quella appartenuta a San Pompilio”. La notizia dell’immagine straordinaria si è sparsa ben presto nella zona ed una folla di oltre mille fedeli ha partecipato il 25 aprile alla cerimonia di consegna ufficiale della statua, che dopo una breve processione è stata collocata una teca speciale all’interno della chiesa madre di Montecalvo, alla presenza delle autorità locali e dello stesso arcivescovo, che ne ha autorizzato la venerazione. Da allora non si è interrotti il flusso di fedeli che ogni giorno si recano a Montecalvo dai paesi del circondario per visitare la statua, anche se da parte della Chiesa non si parla di miracolo. “L’arcivescovo ha visto l’immagine ed ha ammesso di aver pregato per questo che ha detto essere un mistero esaltante ma anche inquietante, che deve essere compreso a fondo” spiega il parroco. “Parlare di miracolo è una cosa che può arrivare in un secondo momento. Per ora c’è soltanto il dato oggettivo di un’immagine che nessuno ha potuto formare con le tecniche moderne”.
(17.05.2002  16:39)
Immagine misteriosa in una statua della Madonna